From Vietnam with love: it's all about people - Dal Vietnam con amore:la gente soprattutto

Saturday, July 15, 2006

Una casettinaaa in periferia, una mogliettinaaa giovane e carina tale e quale come te...

Qui a Ho Chi Minh (scusate i salti spazio-temporali, ma di foto carine fatte ad Hanoi ne abbiamo ancora tante…) la principale occupazione di Tamara è stata di cercare una casa. Ne ha visitate almeno cinquanta, se non di più, sia in centro che nei sobborghi, principalmente ad An Phu ma anche nel Distretto 1 e in altre zone. Naturalmente le case del centro di solito non hanno un giardino o una piscina e sono in gran parte costruire alla vietnamita, ovvero sono strette e alte, a volte anche 3,5 metri per 15 o giù di lì. Ce ne sono però anche di molto belle, a un piano soltanto (ma con meno luce ovviamente) o su più piani ma con misure più proporzionate. Quelle alla nostra portata (escludendo le mega-ville da 5.000 dollari al mese) confinano con quartieri più rumorosi e trafficati (quindi forse con aria più inquinata). I vantaggi sono che si è immersi nel Vietnam, in quanto i vicini sono prevalentemente locali, e ci si trova a più breve distanza dalle zone fornite di ristoranti, negozi e altre amenità. Le ville nei sobborghi sono sempre circondate da mura, a volte inserite in un “compound” o comprensorio, altre volte confinanti con altre ville ma indipendenti. Il costo dell’affitto al metro quadro è molto più basso e può capitare che ci sia una piscina nel giardino, mentre più spesso la piscina è in condivisione con le altre ville del compound o non c’è.
Nelle interminabili discussioni di questi giorni, mentre ci avvicinavamo alla decisione finale e facevamo il secondo giro di visite, durante il quale io ho visitato le case nella “short list”, tutte queste considerazioni sono state analizzate, girate e rigirate. Tamara propendeva nettamente per la villa, io per una casa al centro. La mia preferenza era motivata dalla necessità di sentirmi parte del paese ed evitare di andare a segregarci in un luogo che evidentemente ha un che di ghetto per stranieri super-ricchi (specie se confrontati con le condizioni di vita dei locali). E’ vero che spesso nei compound ci sono anche dei ricchi vietnamiti, ma sono una minoranza. Capisco anche che per Maia è importante avere la possibilità di giocare più liberamente e che una piscina non fa male a nessuno, ma contavo sulla capacità di adattamento di tutti noi per superare lo shock da iperaffollamento e da differenze culturali cui inevitabilmente saremmo andati incontro se avessimo scelto di stare in città. Avete già capito che ho gettato la spugna, verso il quindicesimo giorno di pressing (sempre molto gentile ed educato), e ho dato il mio ok a cominciare il negoziato su una casa (qui sotto ne vedete la facciata) che forse potrebbe quindi essere la nostra residenza per un po’.




Si trova in un compound nuovissimo (nel quale pare abbia investito la moglie di un [ex?] primo ministro), dove le case sono abbastanza vicine le une alle altre ma poi ci sono spazi comuni molto belli, ad esempio una casa in stile tradizionale per la lettura e la meditazione, un ristorante e una mega-piscina. E’ vicina al fiume e a un ponte in costruzione che taglierà il tragitto verso la città a 5-10 minuti dai 15-20 attuali. E’ molto grande, con doppio salone, tre stanze da letto e un altro soggiorno al primo piano, altre stanze al secondo piano dove c’è anche un terrazzo. Il prezzo è 2.500 dollari, ma non dispero di farlo scendere con un negoziato all’ultimo dollaro, anche perché il mercato langue e quindi il proprietario potrebbe mostrarsi flessibile. Lunedì Tamara andrà a vedere un gruppetto di altre case con nuovi agenti immobiliari (si è sparsa la voce che siamo in cerca…), ma sono le ultime visite e se non salta fuori niente di notevole poi si parte con la trattativa.
Una cosa che abbiamo fatto per sfuggire alla trappola delle agenzie immobiliari specializzate sui clienti stranieri e sulle case di lusso ed esplorare il mercato locale in modo più neutrale è stato di assoldare una traduttrice/interprete, Tran. Io non l’ho conosciuta perciò forse Tamara può raccontare qualcosa di più, comunque so per certo che è stata molto utile per trovare case in centro, che le agenzie per stranieri non trattano in quanto di solito non rispondono ai requisiti… beh, a me andrebbero bene, ma di questo abbiamo già detto :-)

Dal Vietnam con amore. Marco

1 Comments:

  • Bella la casa! Alla fine costa quasi meno di quanto pagammo noi lo scorso anno 5 settimane di hotel (46 dollari al giorno).
    Se vi serve noi andavamo a far visistare la bimba al FAMILY MEDICAL PRACTIVE che è dietro il Diamon Plaza dove c'era un eccezionale pediatra il dott. HAlevy.
    Avete già trovato e provato i ristoranti italiani? Ottimo il Pendolasco che è del vice-console italiano.
    Cristina

    By Blogger Cris&Giu, at 4:09 PM  

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