From Vietnam with love: it's all about people - Dal Vietnam con amore:la gente soprattutto

Saturday, July 08, 2006

Zio Ho e i suoi nipotini

Zio Ho, il nomignolo affibbiato a Ho Chi Minh, il padre della patria vietnamita – perlomeno in epoca recente – dorme tranquillo in una casa molto grande e silenziosa, animata di tanto in tanto da sciami di visitatori. Il suo volto è sereno, disteso, come quello di chi sa di aver compiuto una missione importante e di aver dato il massimo di sé. Chi vuole andare a trovarlo – quando non è a Mosca in vacanza per mantenere… l’eterna forma – non paga nulla. Deve però radunarsi con gli altri visitatori in una sala dove un documentario su di lui viene proiettato di continuo e poi mettersi in fila per andare nella sua casa. Prima di arrivarci, il visitatore è obbligato a depositare borsa o zainetto e poi la macchina fotografica e il cellulare. Flash e trilli di telefono potrebbero disturbare l’atmosfera di estrema compostezza che si respira a casa di zio Ho. Una grande bandiera rossa con una stella gialla – l’emblema del Vietnam – sventola fuori del tempio. Che emozione provo a guardarlo riposare, sia pure di passaggio!


All’uscita, visto che le visite sono terminate, incontriamo il drappello di guardie d’onore che dopo aver strizzato l’occhio a Maia si inquadrano e marciano verso il meritato pranzo. Noi sbagliamo svolta e perdiamo così l’occasione di visitare la residenza di zio Ho, quand’era vivo. Indietro non si può tornare e così dobbiamo andare verso l’uscita.





Anche il museo è chiuso, che peccato, dobbiamo proprio tornare per saperne di più su zio Ho, personaggio mitico. Qualcuno dice che non gli sarebbe affatto piaciuta l’idea che attorno alla sua persona si creasse un vero e proprio culto. Per fare un solo esempio, le banconote dei dong vietnamiti, di qualsiasi valore, portano tutte il suo ritratto. D’altra parte, forse poteva sospettarlo: è un fatto che accomuna molti sistemi politici, filosofici e ideologici, dal cristianesimo al marxismo-leninismo dal fascismo al peronismo. Dal canto suo Zio Ho, a guardare i filmati, sembra uno cui piace la compagnia della gente normale, non una superstar. Però in un paese con 55 gruppi etnici (o “minoranze”) diversi accanto a quello principale, non dev’essere stato del tutto inutile avere una figura unificante come lui.





Ora uno dei volti che si vede di più in assoluto, sui muri di Hanoi, è quello di un giovane con i capelli rasati a zero, gli occhialoni da sole arrotondati e un paio di cuffiette in testa, che Maia invariabilmente saluta al grido di “Salva!” (mio fratello, ndr) e che invece è il testimonial di una campagna pubblicitaria della Nokia. Ma non mancano più sobri poster neo-costruttivisti come questi due. Chi sa tradurre il testo lo metta in un commento, noi ancora non siamo così bravi!!!



E infine, per i nostalgici, un piccolo paradiso di falci e martello, t-shirt rosse con la stella gialla, vecchi poster e chi più ne ha più ne metta. A Ho Chi Minh City non ne abbiamo visti, di negozi simili, mentre qui ad Hanoi ce ne sono diversi, chissà che il bersaglio del market comunista non siano perlopiù i turisti. Non escluderei però che tra la potenziale clientela ci sia anche chi deve organizzare un evento politico e ha bisogno di decorazioni appropriate. Tra i negozietti nelle strade delle gallerie dove per poco si può comprare la Gioconda di Leonardo Da Vinci o uno dei quadri di Botero, ce ne sono alcuni specializzati in ritratti di Karl Marx e Vladimir Ilic Lenin, immortalati di tre quarti, fianco a fianco come due fratelli. Che aria maestosa, che sguardo orgoglioso!

Dal Vietnam con amore. Marco

3 Comments:

  • "sforzo (impegno) - realizzazione (successo) - trionfo (vittoria)- risolutezza"
    firmato: X (XIV) Congresso del partito (della città di Hanoi).
    Per quello che ho visto io, di negozi di bandierine falce-e-martello e busti di Ho Chi Minh in gesso o ottone ce n'è anche a Saigon, accanto al parco 23 Settrembre, vicino a Pham Ngu Lao per i turisti... comunque ce ne sono anche sparsi un po' ovunque per la città, e mi ricordo di amici (a Hoi An, ossia vicino Da Nang) che dovevano addobbare il fronte strada per non mi ricordo più che ricorrenza, e misero su festoni, bandiere e striscioni, secondo le direttive consegnate loro dalle autorità. A proposito, come sicuramente avrete letto ovunque, ed avrete sentito tutti confermarvi, Hoi An è davvero speciale, e vale veramente la pena di starci un paio di giorni. Difficile trovare un altro posto più favorevole per farsi coinvolgere dalla comunità locale...
    a presto

    By Anonymous Aure, at 1:48 PM  

  • salvatore testimonial è la cosa più bella di tutte.
    un bacio a maia

    By Anonymous etnasante, at 3:50 PM  

  • Ciao, nonci conosciamo, stavo cercando se c'erano nuovi blog di genitori adottivi di bimbi vietnamiti (come noi) e ho trovato il vostro.

    Che invidia! Siete in Vietnam, il paese di mia figlia, per così tanto tempo.
    Mi commuovo sempre quando leggo del Vietnam.

    Ciao

    Cristina mamma di Silvia Thanh Hanh
    www.vietdiary.blogspot.com

    By Blogger Cris&Giu, at 3:39 PM  

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